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TrainSimITALIA - Ferrovie Nord Milano SpA
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MODELLO A1 PER TRAIN SIMULATOR |
REALIZZAZIONE R.GRASSI |
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Premessa |
| Quando si parla di una cosa che non c’è più, di una cosa che era bella e che è stata distrutta, di un’opera di ingegneria che era costata fatica, di un mezzo di trasporto che è stato di un’utilità unica per migliaia di persone, allora non resta che il rimpianto. |
ULTIMA FOTO PRIMA DELLA CHIUSURA IL 30.09.1965
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FAP è la sigla, il link, la pratica abbreviazione che rappresentava la Ferrovia Alto Pistoiese. Collegava il paese di Pracchia a quello di Mammiano attraverso tutto il Comune di San Marcello. La zona di cui parliamo è nella provincia di Pistoia, fra i boschi ed i prati: la montagna pistoiese. |
Senza andare troppo lontano nel tempo, si può dire che l’economia della montagna pistoiese si reggeva sull’uso dei prodotti del bosco: particolarmente legna da cui, nelle “carbonaie, si ricavava il carbone. Col tempo si erano molto sviluppate le lavorazioni del ferro. Le naturali risorse delle acque dei torrenti venivano adeguatamente convogliate e raggiungevano delle enormi ruote a pale, queste ruotavano e attraverso semplici meccanismi muovevano i magli nelle ferriere, lo stesso movimento creava la giusta corrente d’aria che soffiava automaticamente sul fuoco del braciere nel quale venivano resi roventi i pezzi di ferro da forgiare. |
Questa premessa è utile a comprendere quale fosse in quei tempi l’alto livello ecologico del lavoro dell’uomo.
Dietro questo esempio di mentalità montana nacque il progetto delle ferrovia. |
| L’industria si era andata sviluppando ed erano nate le fabbriche, soprattutto nelle zone di La Lima, Mammiano, Limestre, Bardalone e Campotizzoro. |
| Principale industria della zona era divenuta la SMI, Società Metallurgica Italiana, nei cui |
stabilimenti e laminatoi le lavorazioni erano passate dai materiali di ferro, al rame e alle sue leghe. |
Si producevano fra gli altri laminati di alpacca, nickel, bronzo, ottone per cartucce e bossoli. Questi ultimi costituirono poi il massimo della produzione e dell’impiego di personale; per le necessità di munizioni nei tempi delle due guerre mondiali. Anche la cartiera di La Lima era una figura di primo piano. Tutte queste attività avevano trovato il giusto ambiente per continuare ad utilizzare una risorsa naturale: l’acqua. |
| I trasporti |
Allo sviluppo industriale non si era adeguato il sistema dei trasporti, esistevano grandi difficoltà, per portare la materia prima in montagna ed i prodotti finiti ai luoghi del loro utilizzo. Nacque così l’idea della ferrovia. Il paese di Pracchia, ai confini fra i Comuni di Pistoia e San Marcello, era già servito dalle Ferrovie dello Stato; aveva una propria Stazione sul percorso che da Pistoia raggiungeva Bologna, la linea “porrettana”.
Il primo progetto, della nuova ferrovia,fu presentato dagli Ingegneri Luigi Orlando e Alberto Lodolo nel 1915 al Ministero dei lavori Pubblici. Nel 1916 il progetto venne approvato. E il 13 novembre del 1916 si costituì in Livorno la società anonima: FAP. Ne facevano parte l’ Ingegnere Orlando, l’Ingegnere Lodolo (che rappresentava l’industriale Giovan Cosimo Cini) e L’Ingegnere Pirro Liguori, anche lui industriale. |
| L’inaugurazione |
La ferrovia Alto Pistoiese fu inaugurata, il 21 giugno 1926. La partenza del primo treno fu data dalla stazione di Pracchia: Una gran folla era presente con le principali autorità dell’epoca. Fu una giornata indimenticabile per tutta la montagna. Il suo tracciato che superava particolari dislivelli e torrenti, si sviluppava in un ambiente di una particolare bellezza. Offriva panorami imprevisti, la velocità intorno ai 25 km orari consentiva una tranquilla visione delle zone attraversate. La forza motrice della ferrovia, realizzata con linea elettrica conservava quella caratteristica di ecologia, di cui abbiamo parlato fin dall’inizio. |
INAUGURAZIONE DELLA LINEA
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Il tracciato |
Tutta la ferrovia aveva una lunghezza poco più di quasi 17 chilometri ed era a scartamento ridotto. Erano sorte alcune polemiche per l‘uso dello scartamento ridotto, che costringeva al trasbordo dei materiali dai carri delle Ferrovie dello Stato a quelli della FAP. La conformazione del territorio, diverse curve con raggio stretto e i dislivelli avevano però portato i progettisti alla progettazione e costruzione di una ferrovia a scartamento ridotto di 0,95 metri. Il binario era unico e quindi i treni effettuavano i loro percorsi nei due sensi scambiandosi e aspettando le coincidenze nelle stazioni durante il percorso. |
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| Percorso e Stazioni |

FAP - STAZIONE DI PRACCHIA
FS - STAZIONE DI PRACCHIA (INTERNO)
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Il collegamento con le Ferrovie dello Stato avveniva alla Stazione di Pracchia, a lato di questa stazione era stata costruita quella della FAP, due tratti di ferrovia contigui consentivano il trasbordo delle merci da quella a scartamento normale all’altra a scartamento ridotto.
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Iniziava il percorso superando con un ponte il fiume Reno e poi affiancandosi al tracciato delle strade 632 e 66.
Il fabbricato esiste ancora con la sua originale costruzione ed è inutilizzato |
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Pozzo Verde
Una piccola costruzione dopo circa 2 Km, creata per il ricovero di attrezzi, aveva anche un binario di raddoppio, per consentire in caso di necessità, uno scambio di treni.
Il fabbricato è ancora esistente. |
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Pontepetri
Piccola costruzione sulla strada principale 66, dopo tre chilometri di percorso,a cui si arrivava lasciando la strada 632 dopo l’attraversamento del torrente Maresca.
Il fabbricato è rimasto nella sua veste originale in paese. |
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Campotizzoro
Femata molto importante, al progressivo Km 4,224, perché legata allo Stabilimento SMI a cui si accedeva con due raccordi uno a nord ed uno a sud dello stabilimento, esisteva un binario tronco aggiuntivo in stazione, per lo scambio dei treni. Dopo questa fermata il treno lasciava la strada statale e percorreva la vallata del fiume Maresca. |
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| Il fabbricato è ancora esistente, ha subito alcune modifiche, generalmente interne e trasformato in parte in un Bar/Ristorante. Questo paese, nato a carattere industriale, gode oggi di particolari caratteristiche costruttive, realizzate dai proprietari dello stabilimento SMI per i loro dipendenti. Ville per dirigenti in prossimità della fabbrica, scuole, asilo, campi da tennis, pattinaggio e villette per dipendenti molto caratteristiche sul monte a ridosso della SMI. Lo stabilimento è stato recentemente lottizzato per favorire l’insediamento di imprese artigiane e uffici. |
| Visitando questa zona si possono vedere i caratteristici rifugi usati in tempo di guerra come riparo dai bombardamenti. |
Maresca
Si raggiungeva dopo quasi 7 Km, Il fabbricato aveva una zona viaggiatori, un magazzino merci con piano di carico, aveva due binari d’incrocio e due binari tronchi ai lati opposti del piazzale, esisteva un ampia tettoia nella zona merci. |
FAP - STAZIONE DI PONTEPETRI
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| Il fabbricato è stato restaurato a cura della Banca principale del paese, che ne ha fatto la sua sede, ma mantiene la sua originale tipicità. Il piazzale è diventato zona di parcheggio e giardini. Esiste una piccola pista di pattinaggio. Una bella fontana esalta poi le caratteristiche di bontà dell’acqua del paese. |
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Alpe Piana
Piccola costruzione prima dello scavalcamento del monte Oppio, usata come ricovero attrezzi.
La costruzione è ancora esistente. |
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Oppio
Simpatica stazioncina a 8,74 km che dominava tutta la vallata del torrente Limestre. Da qui il percorso della ferrovia iniziava la sua discesa verso San Marcello. La stazione era stata creata per servire il vicino abitato di Bardalone. |
| Attualmente mantenendo le sue caratteristiche esterne è stata trasformata in abitazione. |
FAP - STAZIONE DI MARESCA
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Gavinana
Siamo al Km 10,60. Anche questo fabbricato per viaggiatori aveva un piazzale con due binari di scambio e due binari tronchi con relativo magazzino per carico e scarico merci.
Oggi la costruzione mantiene le sue caratteristiche ed è utilizzata principalmente per un Pub. Accanto sono rimasti, come all’epoca della sua costruzione, dei campi da tennis. |
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Limestre
Costruita con un piazzale aveva due binari d’incrocio, un binario tronco ed un binario che raccordava lo Stabilimento SMI per carico e scarico merci. Si raggiungeva al Km 13,70. Anche in questo paese la SMI aveva creato un simpatico villaggio per i dipendenti, che è ancora esistente. |
| La stazione attualmente è in ristrutturazione. |
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San Marcello
Nel paese sede del Comune , dopo circa 15 Km, esisteva la stazione principale, Aveva un grande magazzino per ricovero vetture, e officina riparazioni, la ferrovia entrava nel piazzale ed aveva sei binari che venivano usati per scambi e carico scarico merci. Questa stazione era intesa come “fine della corsa”. Poi i binari, uscendo,attraversavano tutto il centro del paese sul lato destro della strada 64 per raggiungere Mammiano.
Oggi la Stazione è usata dagli autobus dei servizi pubblici su ruote gommate della Copit, fra Pistoia e la montagna. |
FAP - STAZIONE DI GAVINANA
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Mammiano
Qui finisce il percorso della nostra ex ferrovia, oppure inizia, secondo da quale lato lo si osserva. Siamo arrivati al Km 16,37. Lo stabile aveva un fabbricato viaggiatori e merci. Il binario si sdoppiava in due tronconi paralleli finali con l’aggiunta di un altro binario tronco. Da qui oltre al servizio passeggeri si serviva, per le merci, lo stabilimento SMI di Mammiano; in modo comunque poco agevole perché le due attività, a causa della conformazione del territorio, non erano molto vicine.
Questa costruzione è oggi trasformata in Carrozzeria e l’altra come uffici. |
FAP - STAZIONE DI MAMMIANO IN COSTRUZIONE
FAP - STAZIONE DI MAMMIANO
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Lo smantellamento e la distruzione
Lo sviluppo della trazione su ruote gommate, provoca dagli inizi degli anni 60, una progressiva lotta fra la FAP e gli autoservizi allora LAZZI e SACA.
Anche a livello governativo, per miglioramenti delle strade (aumentati traffici automobilistici) si inizia a ventilare l’idea della chiusura della ferrovia. Le autorità della zona si dicono contrarie a questa idea, ma in data 25 settembre 1965 cessa, per decreto ministeriale, il servizio su rotaia. |
Linea ferroviaria ed impianti sono poi completamente smantellati nel 1968. Quasi tutto il materiale, anche rotabile, è distrutto e irrimediabilmente perso. Non rimane nei paesi e alla visione degli abitanti niente di quello che era stato il “trenino”, se facciamo eccezione per le “Stazioni”.
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Stranamente, per coloro che hanno vissuto e governato questa zona della montagna in quegli anni, il “caratteristico materiale rotabile” che poteva divenire un museo, o parco giochi, o luogo particolare di ritrovo, non ha avuto nessun interesse, importante era la sua distruzione per allargare le strade. |
Questa in sintesi la ricostruzione dei fatti accaduti. Esiste oggi solo un vagone del nostro “trenino”, adibito a sala ristorante. Per chi lo volesse vedere si trova proprio all’uscita del Casello autostradale di Chiesina Uzzanese, sulla Firenze- Mare, fortunatamente sempre in provincia di Pistoia, ma abbastanza lontano dai boschi di felci, di ginestre, dai prati e dai torrenti in cui era felicemente nato e vissuto. |
| Il rimpianto |
La scuola
Mi alzavo sempre svogliatamente al mattino, quando dovevo andare a scuola, abitavo a Maresca e la scuola era a San Marcello. Senza riscaldamento in casa, mi alzavo col freddo al mattino, specialmente in inverno, una colazione e ….attendevo. Dopo poco giungeva dall’alto il rollio delle FAP che scendeva da Alpe Piana verso il paese. Allora uscivo per raggiungere la stazione. Questo è un ricordo vivo in me, le panche di legno della vettura, i compagni di scuola, le compagne, le prime simpatie, i problemi dei compiti fatti a casa che non erano mai corretti, incompleti e che si finivano in treno. |
Quando di notte era scesa la neve allora da casa davo un occhiata all’Alpe Piana, pregavo che la Fap non potesse passare, ma invece, inspiegabilmente il treno arrivava sempre in stazione.
Questa era, ed è anche oggi la differenza fra la ferrovia disprezzata e il trasporto su strada, che in caso di nevicata se giunge, ma non sempre è possibile, è spesso in ritardo. Invece la FAP con quelle carrozze antiquate e simpatiche, con quei motori elettrici che non inquinavano e di antica progettazione era sempre al nostro servizio. |
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La villeggiatura |
Nel primo dopoguerra la FAP aveva contribuito ad accrescere e reclamizzare la villeggiatura estiva della Montagna Pistoiese. In particolare nei paesi di San Marcello, Maresca e Gavinana c’era stato un grande sviluppo turistico con migliaia di visitatori, specialmente nei mesi caldi di Luglio ed Agosto. Per pensioni, alberghi e case private era una vera e propria risorsa economica. Poi dagli anni 60, scomparsa la ferrovia, sono scomparsi anche i villeggianti, poi sono scomparse pensioni ed alberghi. Successivamente sono state chiuse le grandi industrie (SMI) e per l’economia della montagna potrebbero restare solo le “carbonaie”, o il pascolo, o la raccolta del legname per mangiare solo castagne, necci e polenta di farina dolce. Purtroppo ormai però sono scomparsi e abbandonati anche molti castagneti e i mulini, con le macine mosse dalla forza dell’acqua, sono ormai chiusi o distrutti. |
VILLAGGIO CAMPOTIZZORO
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| Il pallone |
| Memorabili erano le trasferte dei tifosi sul trenino della FAP. Nel primo dopoguerra le partite di calcio si svolgevano all’interno del comprensorio del Comune. Allora tutti i tifosi salivano sul treno per recarsi nel paese avversario. Era una festa ed uno scontro duro in campo, ma il bello della manifestazione erano i finestrini della FAP con tutti i |
tifosi affacciati e festanti. Poi al ritorno si poteva riformare ancora maggiore allegria con lo sventolamento delle bandiere dei vincitori, oppure con la calma ovattata della sconfitta. Quello che contava e che ora non è più, era quel ritrovarsi tutti assieme sull’unico mezzo di trasporto esistente. |
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La conclusione |
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PLASTICO CON MODELLO A1 |
Infine l’ultimo pensiero va ai progettisti e agli operai che avevano costruito un opera di grande utilità per lo sviluppo della montagna. Rotaie, traversine, massicciata avevano trovato una corretta ed ecologica ambientazione. Non esistevano neppure i passaggi a livello perché era il trenino che, specialmente nei suoi ultimi anni di vita, prestava attenzione agli incroci e spesso si fermava per far passare le auto. Questa sua sudditanza però non è bastata a salvarlo, hanno vinto coloro che vedevano il futuro solo nelle ruote gommate. Oggi nel 2009 le Ferrovie dello Stato stanno recuperando molte posizioni che avevano perso. Con lo sviluppo della “linea veloce Milano/Napoli” chissà se in futuro verrà fuori anche qualche idea per le ferrovie a scartamento ridotto. Intanto Firenze ci va provando, fra mille difficoltà con i tram. |
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| Il domani |
Fra il 1981 e il 1985 erano sorte nuove proposte per una linea ferroviaria fra la Stazione di Pracchia e Abetone, passando anche dal Comune di Cutigliano. L’idea non era malvagia e poteva aprire nuove prospettive di turismo. Lasciamo ai nostri discendenti e alle continue innovazioni tecnologiche le possibilità che avrebbero per riprendere in mano il discorso. |
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Ulteriori notizie ed approfondimenti nel Forum dedicato. |
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A cura di Attilio e Vittorio Papini |
Foto archivio Andrea Papini per gentile concessione |
Fonte bibliografica: FERROVIA ALTO PISTOIESE di A. Betti Carboncini
Grafiche Calosci Cortona - 1989 |
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| Collaboratori TSI |
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